Non esistendo in Italia un Ufficio Araldico per privati, c’è la necessità di dar vita a forme di tutela private dello stemma personale o, se vogliamo, di famiglia.
Il principale scopo del registro è di pubblicizzare e rendere noti gli stemmi delle famiglie italiane, in modo di facilitare la rapida identificazione di una casata, attraverso la rappresentazione grafica del suo cognome, della sua storia o delle sue gesta.
Purtroppo l’esistenza di questo registro non può evitare che più famiglie usino lo stesso stemma o emblema, o che alcune rubino letteralmente l’arma di una casata con stesso cognome, ma cerca di scoraggiare questa abitudine scorretta ed anti-storica e si adopera affinchè tutto ciò non succeda, consigliando gl’interessati ad adottare stemmi di famiglia ex novo ed unici.
Ove questo non sia possibile, e l’intestatario è consapevole del “furto araldico”, quando questo sia accertato, sulla registrazione sarà menzionato lo stato di fatto de quo.
Il RAI quindi è da considerare più uno specchio che “registra” la situazione araldica in Italia, che un’autorità che riconosce o concede titoli, onorificenze o stemmi.
Oltre agli stemmi di famiglia (sia italiani, che stranieri), il RAI si occupa di censire, registrare e promuovere anche gli emblemi ecclesiastici, quelli goliardici, quelli di enti, quelli commerciali, di proprietà, commemorativi e celebrativi e gli alberi genealogici; inoltre vengono elencati in apposita sezione gli emblemi concessi da autorità araldiche straniere o la cui spettanza sia stata acclarata da sentenze di ogni tipo.
Oltre allo stemma è possibile registrare anche badges, insegne, cimieri, rebus, motti, bandiere, stendardi, pennoni, gonfaloni, guidoni, ex libris, livree, sigilli ed alberi genealogici.
Oltre ad essere un archivio il RAI è anche una pubblicazione cartacea e la I edizione è già disponibile sia sul sito dell’editore, che sugli altri stores.
Titolare dello studio è Sebastiano Pasquini, perito in scienze antiche ed araldiche presso la Camera di Commercio di Chieti.